Cecil Beaton e la foto che cambiò il mondo

Cecil Beaton e la foto che cambiò il mondo

Una mostra alla National Portrait Gallery di Londra, ora online ed itinerante in diverse città britanniche, è dedicata al grande fotografo e costumista britannico nel periodo 1924 – 1937.

Un viaggio nel tempo che ci porta nel periodo felice tra le due guerre mondiali, con protagonista Cecil Beaton (Londra 1904 – 1980) dal titolo “Bright Young Things”, etichetta che identificava questa generazione privilegiata.
Beaton non era aristocratico ma era bello, elegante, affascinante e ambiguo ed utilizzò la sua macchina fotografica ed il suo talento come passaporto per entrare in quel mondo da lui tanto amato. Nato a Londra il 14 gennaio 1904, figlio di un commerciante di legname, dopo il liceo si iscrive a Cambridge senza mai smettere di coltivare la passione per la fotografia, manifestando già in questi anni una certa predilezione per il mondo dei personaggi di successo.
Abbandonati gli studi a Cambridge, viene costretto dal padre a lavorare come impiegato nell’azienda di legname. La svolta nel 1929 quando partì per New York ed iniziò a collaborare stabilmente con la Condé Nast, lavorando come fotografo per Vanity FairVogue e Harper’s Bazar frequentando gli ambienti glamour tanto desiderati e scattando i suoi più celebri ritratti delle icone artistiche del tempo come Gary Cooper, Katherine Hepburn, Marlene Dietrich e Greta Garbo.
Ma la guerra incombe: viene inviato in Europa come fotografo ufficiale del Ministero dell’Informazione britannico. Qui scatta fotografie drammatiche e rappresentative delle sofferenze britanniche durante il conflitto. Tra le tante, la più famosa è quella di Eileen Dunne, una bambina di tre anni ricoverata in ospedale mentre stringe la sua bambola di pezza. Immagine che finirà sulla copertina di Life e che contribuirà ad orientare la scelta degli Stati Uniti ad intervenire nel conflitto mondiale.
Una breve introduzione alla mostra itinerante on-line

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Londra senza auto il 22 settembre

Londra senza auto il 22 settembre

Importante iniziativa per la battaglia contro l’inquinamento

A Londra il sindaco Sadiq Khan, ha annunciato una giornata senza auto nel centro della capitale britannica per il prossimo 22 settembre, precisando che sarà il più ampio “stop” mai attuato in città.

In totale verranno chiusi al traffico 20 chilometri di strade attraverso 18 delle municipalità della metropoli. Saranno coinvolte fra le altre la zona attorno a London Bridge, alla Torre di Londra e gran parte della City, ossia il cuore della città.

Verrà invece incoraggiato l’uso dei trasporti pubblici e saranno promossi eventi green: tour in bicicletta collettivi, passeggiate a piedi, ed altro. “Invito quanti più londinesi possibile a unirsi a noi, a divertirsi, a guardare la città sotto una prospettiva diversa”, ha detto lo stesso sindaco Khan.

E’ la prima volta che viene programmata un’iniziativa di così elevato impatto nella città simbolo dell’Economy: il segnale è dunque molto forte.

(fonte: ANSA)

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La City di Londra nuovo paradiso offshore ?

La City di Londra nuovo paradiso offshore ?

Il Regno Unito è perfettamente consapevole di aver perso la propria forza industriale, industria che contribuisce solo per l’11% del PIL. Per questo motivo ha rafforzato e sviluppando sempre di più i servizi finanziari, oggi al 6,5% del prodotto interno lordo. Il Regno Unito già da tempo è orientato ai servizi finanziari, ma da pochi anni ha preso una decisione ancora più importante: approfittare della Brexit per spingere ancora di più la sua vocazione offshore.

Si perché da sempre la regina di tutti i paradisi fiscali è proprio il Regno Unito. La City di Londra ha fortissime relazioni con tutti i paradisi fiscali sia perchè appartenenti al Commonwealth, sia per la forte cultura Anglosassone che li accomuna.

La City di Londra è il centro organizzativo e strategico da cui si originano le operazioni di offshoring, di creazione di società, di fiduciarie, trust e quant’altro che avvengono nelle isolette tropicali. Ciò negli anni ha creato un sistema solido ed integrato. Non a caso tutti questi paesi comunicano tra di loro esclusivamente inglese, facilitandone la lettura dei documenti ed inoltre il sistema giuridico di riferimento  è quello anglosassone della Common Law.

Lingua comune, quadro giuridico comune, appartenenza alla medesima cultura anglosassone: tutto ciò rende il modello di Londra il più efficace centro offshore al mondo. D’altronde da sempre la City ha usato la sua autorità ed affidabilità per garantire i patrimoni degli stranieri: nessuno sposterebbe i capitali su un’isola dei Caraibi, senza avere la garanzia della City.

La City rappresenta quindi una grande garanzia per chi intende creare una società offshore: è sufficiente recarsi a Londra per avere da subito una società triangolata con una qualsiasi delle isole affiliate. Lo stesso vale per conti correnti, Trust, ecc.

Un altro aspetto interessante dei servizi offerti dalla Gran Bretagna ai cittadini stranieri è quello della “residenza senza domicilio” (domiciled but not resident). Si tratta di un regime speciale attribuito ai soggetti residenti in Gran Bretagna senza viverci stabilmente.

AEmorgan, a Londra per offrire il più ampio ventaglio di soluzioni strategiche, da sempre al fianco di Imprenditori e Investitori