OK al mandato per l’accordo dei beni industriali tra UE-USA

OK al mandato per l’accordo dei beni industriali tra UE-USA

Il Consiglio Ue ha confermato il mandato negoziale per un accordo commerciale con gli Usa esclusivamente sui beni industriali (è escluso quindi il settore agroalimentare) con l’obiettivo di eliminare il più possibile i dazi. La Francia ha mantenuto la sua strenua opposizione, votando contro, mentre il Belgio si è astenuto. Con il via libera formale la Commissione Ue può ora avviare i negoziati con Washington.

Il mandato approvato oggi dal Consiglio include negoziati sia per eliminare i dazi su tutti i beni industriali (in particolare auto, macchinari, abbigliamento, calzature, vetro e ceramiche, prodotti farmaceutici e chimici, ma anche acciaio e alluminio) che per eliminare le barriere non tariffarie sulla conformità dei prodotti ma senza abbassare gli standard di sicurezza.

Questo accordo mette nel dimenticatoio il Ttip, il cui mandato negoziale viene esplicitamente definito obsoleto e non più rilevante: era un accordo di libero scambio a 360 gradi che includeva non solo le merci industriali ma anche prodotti agricoli, appalti pubblici, investimenti, servizi ed energia.

Secondo l’analisi economica della Commissione, questa intesa potrebbe aumentare l’export Ue verso gli Usa dell’8% e degli Usa verso l’Ue del 9% entro il 2033, pari a guadagni addizionali rispettivamente per 27 e 26 miliardi di euro. Se e quando sarà raggiunto un accordo tra Commissione Ue e Stati Uniti, sia gli stati membri che l’Europarlamento dovranno dare il loro via libera perché questo possa entrare effettivamente in vigore.

Fonte ANSA

La City di Londra nuovo paradiso offshore ?

La City di Londra nuovo paradiso offshore ?

Il Regno Unito è perfettamente consapevole di aver perso la propria forza industriale, industria che contribuisce solo per l’11% del PIL. Per questo motivo ha rafforzato e sviluppando sempre di più i servizi finanziari, oggi al 6,5% del prodotto interno lordo. Il Regno Unito già da tempo è orientato ai servizi finanziari, ma da pochi anni ha preso una decisione ancora più importante: approfittare della Brexit per spingere ancora di più la sua vocazione offshore.

Si perché da sempre la regina di tutti i paradisi fiscali è proprio il Regno Unito. La City di Londra ha fortissime relazioni con tutti i paradisi fiscali sia perchè appartenenti al Commonwealth, sia per la forte cultura Anglosassone che li accomuna.

La City di Londra è il centro organizzativo e strategico da cui si originano le operazioni di offshoring, di creazione di società, di fiduciarie, trust e quant’altro che avvengono nelle isolette tropicali. Ciò negli anni ha creato un sistema solido ed integrato. Non a caso tutti questi paesi comunicano tra di loro esclusivamente inglese, facilitandone la lettura dei documenti ed inoltre il sistema giuridico di riferimento  è quello anglosassone della Common Law.

Lingua comune, quadro giuridico comune, appartenenza alla medesima cultura anglosassone: tutto ciò rende il modello di Londra il più efficace centro offshore al mondo. D’altronde da sempre la City ha usato la sua autorità ed affidabilità per garantire i patrimoni degli stranieri: nessuno sposterebbe i capitali su un’isola dei Caraibi, senza avere la garanzia della City.

La City rappresenta quindi una grande garanzia per chi intende creare una società offshore: è sufficiente recarsi a Londra per avere da subito una società triangolata con una qualsiasi delle isole affiliate. Lo stesso vale per conti correnti, Trust, ecc.

Un altro aspetto interessante dei servizi offerti dalla Gran Bretagna ai cittadini stranieri è quello della “residenza senza domicilio” (domiciled but not resident). Si tratta di un regime speciale attribuito ai soggetti residenti in Gran Bretagna senza viverci stabilmente.

AEmorgan, a Londra per offrire il più ampio ventaglio di soluzioni strategiche, da sempre al fianco di Imprenditori e Investitori

Il Grande Fratello del Fisco sempre più attivo: Carte prepagate nel mirino

Il Grande Fratello del Fisco sempre più attivo: Carte prepagate nel mirino

Le carte di Credito prepagate “anonime” sono molto utilizzate all’estero (soprattutto negli USA) e vengono utilizzate come una sorta di salvadanaio elettronico ad esempio da aziende ai dipendenti in trasferta, per remunerazione di salari settimanali, o da genitori ai propri figli in gita o in vacanza. Punti di forza sono la rapidità delle operazioni, l’assenza di costi (solo all’apertura) e soprattutto la protezione della propria privacy, oltre al poter effettuare in tutta sicurezza e discrezione acquisti on-line.

Sarebbe più opportuno chiamarle carte di debito e non di credito, in quanto permettono di spendere un plafond disponibile dopo una ricarica, ma che non riportano alcun nome sulla tesserina. Il rilascio di questo genere di carte è legale anche in Italia, anche se più gettonate sono le carte svizzere o anglosassoni.

A seguito di una direttiva comunitaria che proponeva al legislatore una serie di scelte che andavano dai limiti all’utilizzo al totale divieto, l’Italia ha scelto la strada del divieto.

Con l’obiettivo di combattere il riciclaggio, saranno vietate le emissioni di nuove carte prepagate “anonime” mentre quelle già in circolazione potranno essere ricaricate solo per piccoli importi (150 euro) con il divieto di procedere a rimborsi o ritirare contanti.

La bozza di decreto è aperta ai commenti degli esperti fino al 20 aprile 2019

Per godere di una legittima privacy, in futuro non rimarrà altro che operare con banche estere: Svizzera e Londinesi in primis.

Fonte: ItaliaOggi

AEmorgan, a Londra per offrire il più ampio ventaglio di soluzioni strategiche, da sempre al fianco di Imprenditori e Investitori.

La passione imprenditoriale, a caduta libera?

La passione imprenditoriale, a caduta libera?

Vi sono periodi storici in cui la passione per l’imprenditoria svanisce a causa di ostacoli e problematiche dettate da burocrazia, crisi di politica economica, di globalizzazione estrema … e tanto altro ancora.
In queste circostanze l’Imprenditore è scoraggiato e spesso umiliato da Autorità assenti ed esageratamente opprimenti che ne rallentano le idee innovative, ostacolano progetti deludendo sogni e aspettative. In questo frangente, la citazione di Luigi Einaudi non trova spazio, ed è relegata a pochi fortunati:

“Migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli.
E’ la vocazione naturale che li spinge; non soltanto la sete di guadagno.
Il gusto, l’orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno.
Se così non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie ed investono tutti i loro capitali per ritirare spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi.”
(Luigi Einaudi)

AE Morgan è da sempre al fianco dell’imprenditore allo scopo di riaccenderne la passione e l’orgoglio, assistendolo passo dopo passo ed indirizzarlo agli obiettivi prefissati. Negli ultimi anni il Centro Studi AE Morgan ha registrato un forte calo di interesse da parte degli imprenditori, costretti a cessare l’attività o delegarne a terzi la gestione. A questo scopo AE Morgan è pronta ad acquisire aziende con EBIT minimo di 15 milioni di Euro.

AE Morgan, società con sede a Londra e parte di un Gruppo Bancario Internazionale di investimenti, valuta l’acquisizione di aziende con EBIT minimo 15 milioni di Euro

Brexit: salvi i rapporti nel caso di mancato accordo

Brexit: salvi i rapporti nel caso di mancato accordo

Con un Comunicato Stampa del 24/01/2019 il Mef, Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha approntato le misure necessarie a garantire piena continuità dei mercati e degli intermediari in caso di Brexit senza accordo. In tale scenario, infatti, a decorrere dal 30 marzo 2019 il Regno Unito diverrà a tutti gli effetti uno Stato terzo, con conseguente discontinuità nei rapporti bilaterali con la UE.

Le misure in parola mirano ad assicurare la stabilità finanziaria, l’integrità e la continuità operativa di mercati e intermediari nonché la tutela di depositanti, investitori e clientela in generale, tramite l’introduzione di un congruo periodo transitorio nel quale tali soggetti potranno continuare ad operare, analogamente al periodo transitorio previsto in caso di accordo tra il Regno Unito e la UE.

Durante il periodo transitorio disposto con la normativa in questione, sarà possibile per gli intermediari – siano essi bancari, finanziari o assicurativi – continuare ad operare secondo la normativa attuale: la possibilità varrà sia per gli operatori britannici che svolgano l’attività in Italia, sia per gli operatori italiani che svolgano l’attività nel Regno Unito. Durante tale periodo sarà altresì assicurata la tutela dei depositanti e degli investitori dei medesimi intermediari senza soluzione di continuità.

La data di emanazione del provvedimento dipenderà dai prossimi sviluppi e dalle conseguenti determinazioni che verranno adottate nel Regno Unito in ordine al recesso. Esso verrà comunque adottato in tempo utile per permettere un ordinato svolgimento delle attività e fornire un quadro normativo certo entro cui operare anche in caso di recesso senza accordo.

 

https://www.aemorgan.net/contatti

Il passaggio generazionale: opportunità, non problema

Il passaggio generazionale: opportunità, non problema

In Italia, circa il 70% delle imprese con un fatturato compreso tra 20 e 50 milioni di euro è a matrice familiare (di cui il 59% con fatturato oltre i 50 milioni). Se pensiamo inoltre che di queste ultime il 25% ha alla guida un imprenditore di età superiore ai 70 anni di età, sarà costretta quindi ad affrontare il ricambio generazionale nel breve periodo. (Fonte Osservatorio AIDAF Associazione italiana delle aziende familiari)

Inoltre è necessario considerare diverse variabili molto delicate: banche, clienti, fornitori, dipendenti, stakeholder e risparmiatori nel caso di aziende quotate in borsa; variabili che necessitano di certezze concrete per il futuro a garanzia di un’azienda solida e duratura nel tempo.

Il passaggio di testimone va seguito con cura e nei minimi dettagli, tenendo ben presente che la cosa migliore è quella di non imporre la guida ai successori in mancanza di una loro volontà: in questo caso è salutare per tutti premiarli solo come azionisti.

Per gestire con lungimiranza ed efficacia del passaggio generazionale, esistono diversi strumenti, il più comune dei quali è il testamento, che però può essere impugnato danneggiando irrimediabilmente l’azienda.

Allo scopo di evitare tutto ciò vengono utilizzati strumenti che anticipano il trasferimento del patrimonio quando il proprietario è ancora in vita. Lo strumento più comune è il Trust, un istituto giuridico che consente che i beni di un soggetto, detto disponente, vengano messi in un patrimonio separato (il trust, appunto) sotto il controllo e la gestione di un altro soggetto, il trustee, nell’interesse dei beneficiari. Adatto sia nel caso di pianificazione successoria di patrimoni immobiliari sia nel passaggio generazionale di aziende, offrendo molti vantaggi, tra cui la segregazione del patrimonio, che non può essere così aggredito dai creditori.

COLELLA CONSULTING, ha acquisito un’esperienza ventennale su questo strumento anglosassone a difesa del Patrimonio, applicabile anche per semplice tutela personale.

maggiori informazioni: Contatti

 

Le previsioni 2019 per gli investitori in UK sono incoraggianti

Le previsioni 2019 per gli investitori in UK sono incoraggianti

Buone notizie per chi ha investito (o vorrà investire) sulla propria professionalità e/o attività economica Oltremanica. I dati relativi alla prima settimana del nuovo anno sono più che incoraggianti: come riportato nella tabella sottostante, la costituzione di nuove LTD è in forte aumento (fonte Companies House).

Statistica Settimanale di Costituzione LTD in Inghilterra

A ciò aggiungiamo i risultati di una ricerca condotta da Linkedin®   relativa ai professionisti italiani, dove emerge una forte propensione della ricerca di affermazione in altri Paesi compresa l’Inghilterra. Di seguito i tratti salienti:

Tra le tipologie di professionisti per fasce di età, è la generazione Millennial (24-38 anni) ad essere la più scontenta, mentre la generazione Z (18 – 23 anni) crede che l’attività ora svolta non esisterà più nel lungo periodo (tra 20 anni), sensazione quest’ultima che decresce tra i più adulti (39 – 53). Analizzando i settori di attività, il più ambito è quello della tecnologia, seguito dal finance, professioni legali ed infine Sanità.

Oltre al prestigio e carriera, relativamente alla variabile degli stipendi emerge la consapevolezza da parte delle donne di come sia necessario varcare i confini del nostro Paese per colmare il gap salariale che esiste nei confronti dei colleghi maschi. Oltre a ciò un professionista su due è convinto che emigrare all’estero sia il miglior modo per guadagnare molto di più.

a cura del Centro Studi AE MORGAN

Professionisti sempre più scontenti: uno su due vorrebbe lavorare all’estero

Professionisti sempre più scontenti: uno su due vorrebbe lavorare all’estero

Voglia di cambiare per cercare una migliore carriera è ciò che emerge da una ricerca effettuata da Linkedin©, suddividendo i campioni (area Emea) per età, sesso, posizione lavorativa e titolo di studio. Per ciò che riguarda il titolo di studio emerge che la laurea non è più sufficiente, ma il punto di partenza, a cui sono necessari aggiornamenti professionali costanti.

Tra le tipologie di professionisti per fasce di età, è la generazione Millennial (24-38 anni) a essere la più scontenta, mentre la generazione Z (18 – 23 anni) crede che l’attività ora svolta non esisterà più nel lungo periodo (almeno tra 20 anni), sensazione quest’ultima che decresce tra i più adulti (39 – 53).

Analizzando i settori di attività, il più ambito è quello della tecnologia, seguito dal finance, professioni legali ed infine dalla sanità.

Oltre al prestigio e carriera, relativamente alla variabile degli stipendi emerge la consapevolezza da parte delle donne di come sia necessario varcare i confini del nostro Paese per colmare il gap salariale che esiste nei confronti dei colleghi maschi. Oltre a ciò un professionista su due è convinto che emigrare all’estero sia il miglior modo per guadagnare molto di più.

Viaggio in Inghilterra: i documenti necessari

Viaggio in Inghilterra: i documenti necessari

Carta d’identità, patente e tessera sanitaria sono i documenti per raggiungere il Regno Unito con la Brexit

Cosa cambia, con la Brexit, per chi vuole visitare Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord?  La data ufficiale di uscita dall’Unione Europea è il 29 marzo del 2019: in attesa di quel giorno, l’Ambasciata d’Italia a Londra ha reso pubblico un documento online con il quale fornisce chiarimenti sulla documentazione necessaria per viaggiare nel Regno Unito.
Per entrare nel Regno Unito non è necessario possedere il passaporto: è sufficiente munirsi di carta d’identità. Qualora questa risulti particolarmente rovinata, l’ambasciata consiglia ai possessori di rinnovarla prima della partenza. Fino al 29 marzo non sarà necessario alcun visto: tutto quello che accadrà dopo sarà frutto dei negoziati ancora in corso tra Regno Unito e Unione Europea.

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IMU e Tasi 2018, la scadenza si avvicina

IMU e Tasi 2018, la scadenza si avvicina

Nessun aumento, ma dal 2019 potrebbe cambiare tutto

Entro lunedì 17 dicembre i proprietari immobiliari dovranno versare il saldo delle imposte locali Imu e Tasi.

L’ormai consueto appuntamento si stima produrrà entrate (destinate ai Comuni) per oltre 10 miliardi.
La compilazione negli ultimi anni è stata affrontata senza particolari problemi da parte dei proprietari, proprio perché aliquote e calcolo sono rimasti invariati. Molto probabilmente dal prossimo anno i singoli comuni godranno di un aumento sulle aliquote, allo scopo di dare un po’ di respiro alle affannate entrate finanziarie locali.
Per qualsiasi dubbio o elaborazione Colella Consulting ® è come sempre, a vostra disposizione.