Costituire una LTD a Londra e vivere felici: regola numero 2

Costituire una LTD a Londra e vivere felici: regola numero 2

La seconda buona regola da seguire prima di costituire una LTD è redigere una efficace ed attenta analisi di costi/benefici. Sembra scontato, eppure credeteci, riceviamo quotidianamente richieste di informazioni raramente supportate da un buon business plan. Ed oltre all’analisi dei meri costi classici è bene sapere che una buona parte dei costi da affrontare in UK, saranno in realtà benefici.

Regola numero 2: l’analisi costi / benefici

Alcuni esempi: in Italia i costi dell’auto, i canoni di leasing e le locazioni sono solo parzialmente deducibili e l’Iva parzialmente detraibile. Al contrario in UK le spese da associare al business sono deducibili al 100%.

In Italia molti atti sono da sottoscrivere obbligatoriamente di fronte ad un Notaio, (costituzione e cessazione, modifiche soci e statuto, aumento del capitale sociale, nomina amministratore ecc..) pagando di volta in volta migliaia di euro; la Ltd al contrario si costituisce senza atti notarili, semplicemente con una facile procedura online. Così come tutte le altre operazioni sopra elencate.

Infine, sempre in relazione alle spese, i costi di gestione di una LTD sono molto più ragionevoli, ben delimitati da norme chiare e di facile comprensione, così da valorizzare al meglio il lavoro del commercialista. E i vantaggi ? Oltre ai benefici fiscali, già esposti nella precedente pubblicazione, si aggiunga la possibilità di far crescere ed espandere il business senza vincoli settoriali fiscali.

COLELLA CONSULTING ® è uno studio professionale nato dall’esperienza trentennale di esperti per creare soluzioni e nuove opportunità di crescita. Per qualsiasi consulenza in materia Fiscale, Tributaria, Legale, Amministrativa o di Alta Direzione, Colella Consulting® con il partner internazionale AE Morgan è da sempre al fianco dell’imprenditore per creare valore e successo

Il Fisco apre al regime forfettario per “dipendente estero”

Il Fisco apre al regime forfettario per “dipendente estero”

Importante precisazione da parte dell’Agenzia delle Entrate, relativa ai soggetti che rientrando in Italia con partita IVA continuano a lavorare, in modo autonomo, con un precedente datore di lavoro estero.

Secondo la soluzione prospettata dal Fisco con interpello 173/2019, si può applicare il regime forfettario, perché il fatto che il contribuente, prima residente all’estero, rientri in Italia e apra un’attività autonoma nel paese, esclude la sussistenza di un’artificiosa trasformazione del rapporto di lavoro con l’unico scopo di avere una tassazione più favorevole, non essendovi alcun criterio di collegamento con il territorio dello Stato dei redditi di lavoro dipendente percepiti all’estero.

Quindi, il contribuente che rientra in Italia spostando la residenza ai fini fiscali, può applicare il regime forfettario anche se svolge all’attività nei confronti di ex datori di lavoro esteri.

Tale principio vale anche nel caso in cui un contribuente abbia due attività: una da dipendente e l’altra autonoma, con lo stesso datore di lavoro, precedenti alla norma (entrambe già sussistenti nel 2018).

Anche in questo caso quindi è possibile applicare il regime forfettario.

COLELLA CONSULTING ® è uno studio professionale nato dall’esperienza trentennale di esperti per creare soluzioni e nuove opportunità di crescita, per consulenza Fiscale, Tributaria, Legale, Amministrativa e di Alta Direzione. Con AE Morgan opera a Londra per attivare i processi di internazionalizzazione ed i cogliere i vantaggi della globalizzazione.

Costituire una LTD a Londra e vivere felici: Regola numero 1

Costituire una LTD a Londra e vivere felici: Regola numero 1

Aprire una società in UK è sinonimo di legislazione più favorevole alle aziende, burocrazia minore e più efficiente. E se non siete convinti oppure avete ricevuto informazioni errate o distorte, vi saremo d’aiuto pubblicando una serie di utili consigli. Iniziamo con la prima regola.

Regola numero uno: avere ben chiaro l’obiettivo

Un nostro conoscente, imprenditore del settore beverage, ci espresse anni addietro la volontà di aprire una LTD a Londra al mero scopo di non pagare più tasse. Ben consci di perdere un’amicizia a breve, e nonostante i molteplici consigli e scoraggiamenti, decidemmo comunque di procedere.

Niente di più sbagliato.

E’ bene sapere che anche in UK si pagano le tasse; per la precisione una Ltd Inglese paga il 19% di Corporate tax. Solamente. E la percentuale è destinata a diminuire al 18% nel 2020 salvo complicazioni Post-Brexit.     (Fonte Gov.uk.)

Ebbene, credeteci, l’imprenditore, non ne era comunque soddisfatto: decidemmo così di comune accordo di abbandonare il progetto. Oggi il nostro imprenditore è molto pentito poiché la legislazione Fiscale italiana ha adottato misure antielusione molto efficaci, dalla Fatturazione elettronica al limite di uso del contante, costringendolo in poche parole a dover dichiarare tutto.

Questa nostra esperienza insegna come la scelta di costituire una LTD a Londra non debba essere indirizzata al mero obiettivo fiscale, ma bensì facente parte di un progetto più ampio e strutturato mirato a gratificare e ridare orgoglio all’attività di Imprenditore.

COLELLA CONSULTING ® è uno studio professionale nato dall’esperienza trentennale di esperti per creare soluzioni e nuove opportunità di crescita. Per qualsiasi consulenza in materia Fiscale, Tributaria, Legale, Amministrativa o di Alta Direzione, Colella Consulting® con il partner internazionale AE Morgan è da sempre al fianco dell’imprenditore per creare valore e successo

Via libera del Garante: Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza potranno utilizzare la Superanagrafe

Via libera del Garante: Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza potranno utilizzare la Superanagrafe

Una Superanagrafe anche per i contribuenti che non hanno partita Iva, che riporta i saldi a inizio e fine anno, la somma degli addebiti e accrediti oltre alla giacenza media dei conti correnti.

La Superanagrafe dei conti correnti (e di tutti i rapporti finanziari) annunciata dal decreto salva-Italia del Governo Monti come arma contro l’evasione e annunciata dal periodo d’imposta del 2014 può partire grazie al benestare del Garante della Privacy.

Già lo scorso anno è stato utilizzato con successo per monitorare le Srl, tanto che tra gli obiettivi delle Entrate del 2020 c’è quello di completarne la sperimentazione per le analisi di rischio anche nei confronti delle società che hanno presentato la dichiarazione nel 2017. 

L’enorme mole informativa di dati di sintesi servirà a creare liste selettive di contribuenti che in seguito saranno inviate agli uffici locali del Fisco per procedere ai controlli.

Il Fisco quindi può contare su di un’analisi preventiva più mirata e selettiva; mentre le indagini richiedono una procedura di autorizzazione preventiva per accedere ai singoli movimenti in entrata e in uscita del contribuente, questo strumento porterà rapidità e precisione negli accertamenti.

COLELLA CONSULTING ® è uno studio professionale nato dall’esperienza trentennale di esperti per creare soluzioni e nuove opportunità di crescita. Per qualsiasi consulenza in materia Fiscale, Tributaria, Legale, Amministrativa o di Alta Direzione, Colella Consulting® con il partner internazionale AE Morgan è da sempre al fianco dell’imprenditore per creare valore e successo.

Fisco e UE: la Digital Tax e possibili scenari

Fisco e UE: la Digital Tax e possibili scenari

Mentre l’OCSE cerca consensi sulla digital tax, la tassazione delle imprese digitali, il monito del Fondo Monetario Internazionale FMI mette in apprensione i governi di Lussemburgo e Irlanda prevedendo una riforma fiscale molto rigida per le entrate pubbliche di questi due Paesi. La perdita stimata infatti si aggirerebbe intorno ai 3-4 miliardi di euro all’anno.

Per annullare i benefici fiscali dei giganti del digitale, e combattere il tax planning aggressivo delle multinazionali, l’Ocse sta valutando una proposta per garantire che le stesse versino le imposte laddove i profitti vengono generati. Se così fosse l’effetto sarebbe quello di diminuire le entrate di Irlanda e Lussemburgo, Paesi in cui le principali società (Google, Facebook, Apple, Microsoft, Amazon, oltre a grandi società finanziarie e di servizi) hanno in questi due Paesi il loro quartier generale.

Ad aumentare uno scenario incerto esistono anche due importanti variabili: la prima è l’imminente voto per rinnovare il Parlamento Europeo, i cui effetti, nel caso di cambiamento di rotta, potrebbero favorire una linea meno rigida sulla riforma fiscale. La seconda riguarda la Brexit. L’uscita dell’UK dall’Unione Europea, la quale fornirebbe un comodo e prezioso paracadute fiscale per le multinazionali alla ricerca di una vicina e più favorevole piazza finanziaria: Londra.

Già in passato, tra i possibili scenari del post-Brexit, abbiamo suggerito come la strategia di costituire a Londra una LTD possa essere una mossa vincente (oltre che un ottimo terreno su cui seminare) contro l’incertezza perennemente percepita.

A questo argomento dedicheremo a breve una News, riassumendone i vantaggi ed i motivi su come e perché costituire una LTD in UK. Con noi ovviamente!

Approvato il DL 34/2019  “Decreto Crescita” alcune novità, in vigore dal 1 maggio 2019:

Approvato il DL 34/2019 “Decreto Crescita” alcune novità, in vigore dal 1 maggio 2019:

MAXI AMMORTAMENTO
È reintrodotto il c.d. “maxi ammortamento”, ossia la possibilità, a favore delle imprese / lavoratori autonomi che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi dall’1.4 al 31.12.2019 (30.6.2020) a condizione che entro il 31.12.2019 sia accettato il relativo ordine e pagati acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione), di incrementare il relativo costo del 30% al fine di determinare le quote di ammortamento / canoni di leasing.
Il Decreto introduce una limitazione prevedendo che la maggiorazione del costo non è applicabile sulla parte di investimenti complessivi superiori a € 2,5 milioni.
Sono esclusi dall’agevolazione i veicoli a deducibilità limitata di cui ex art. 164, comma 1, lett. b), TUIR, i veicoli concessi in uso promiscuo ai dipendenti ex lett. b-bis) e quelli esclusivamente strumentali all’attività d’impresa e di uso pubblico di cui alla lett. a). Di fatto, quindi, l’esclusione dal beneficio riguarda l’intera categoria dei veicoli richiamati dal comma 1 del citato art. 164.

TASSAZIONE AGEVOLATA UTILI REINVESTITI
È rivista la tassazione agevolata degli utili reinvestiti prevedendo la soppressione della disciplina
contenuta nella Finanziaria 2019. Le nuove disposizioni prevedono l’applicazione di un’aliquota
IRES ridotta al reddito d’impresa fino a concorrenza degli utili di esercizio accantonati a
riserve, diverse da quelle di utili non disponibili, nei limiti dell’incremento del patrimonio netto, così determinata.

Anno Aliquota
2019 22,5%
2020 21,5%
2021 21%
dal 2022 20,5%

si considerano riserve di utili non disponibili le riserve formate con utili diversi da quelli
realmente conseguiti ex art. 2433, C.c. in quanto derivanti da processi di valutazione.
Rilevano gli utili realizzati a decorrere dal 2018 e accantonati a riserva, ad esclusione di quelli
destinati a riserve non disponibili; l’incremento di patrimonio netto è pari alla differenza tra: il patrimonio netto risultante dal bilancio d’esercizio del periodo d’imposta di riferimento (senza considerare il risultato del medesimo esercizio) al netto degli utili accantonati a riserva, agevolati nei periodi d’imposta precedenti; il patrimonio netto risultante dal bilancio d’esercizio del periodo d’imposta in corso al 31.12.2018 (senza considerare il risultato del medesimo esercizio). La parte degli utili accantonati a riserva che eccede il reddito complessivo netto è computata in aumento degli utili accantonati a riserva dell’esercizio successivo. L’agevolazione sopra esaminata è cumulabile con altri benefici eventualmente concessi, ad eccezione di quelli che prevedono regimi forfetari di determinazione del reddito e con quelli di cui all’art. 6, DPR n. 601/73 (IRES al 12% a favore degli enti con personalità giuridica).

DEDUCIBILITÀ IMU IMMOBILI STRUMENTALI
È previsto l’aumento della deducibilità dal reddito d’impresa / lavoro autonomo dell’IMU relativa agli immobili strumentali (attualmente fissata nella misura del 40%) nelle seguenti misure:

Anno Deducibilità
2019 50%
2020 60%
2021 60%
dal 2022 70%

MODIFICHE REGIME FORFETARIO
I contribuenti forfetari che si avvalgono di dipendenti e collaboratori sono tenuti ad operare le
ritenute alla fonte ex artt. 23 e 24, DPR n. 600/73.
La previsione in esame, in deroga all’art. 3, Legge n. 212/2000 (Statuto del contribuente), è applicabile dall’1.1.2019. I “nuovi” sostituti d’imposta devono trattenere in 3 rate di pari importo l’ammontare delle ritenute sulle retribuzioni già corrisposte a partire dal mese di agosto (terzo mese successivo a quello di entrata in vigore del Decreto) e versarlo entro i termini di cui all’art. 8, DPR n. 602/73 (16 del mese successivo a quello in cui è stata operata la ritenuta).

TEMPI DI PAGAMENTO TRA IMPRESE
Con l’introduzione del nuovo art. 7-ter al D.Lgs. n. 231/2002 (attuativo della Direttiva n.
2000/35/CE in materia di lotta ai ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali), è disposto
l’obbligo per le società di indicare nel proprio bilancio sociale i tempi medi di pagamento delle
transazioni effettuate durante l’anno “individuando altresì gli eventuali ritardi medi tra i termini pattuiti e quelli effettivamente praticati”. Le società devono, inoltre, riportare nel proprio bilancio sociale:
le politiche commerciali adottate con riferimento alle transazioni in esame;
le eventuali azioni poste in essere in relazione ai termini di pagamento.

MARCHI STORICI
I titolari i licenziatari esclusivi di marchi di impresa registrati da almeno 50 anni o per i quali sia possibile dimostrare l’uso continuativo da almeno 50 anni, utilizzati per la commercializzazione di prodotti e servizi realizzati in un’impresa produttiva nazionale di eccellenza storicamente collegata al territorio nazionale, possono ottenere l’iscrizione del marchio nel registro dei marchi storici di interesse nazionale di cui all’art. 185 bis. Con decreto del MISE è istituito il logo “Marchio storico si interesse nazionale” che le imprese iscritte al registro di cui all’art. 185 bis, possono utilizzare per le finalità commerciali e promozionali.

OK al mandato per l’accordo dei beni industriali tra UE-USA

OK al mandato per l’accordo dei beni industriali tra UE-USA

Il Consiglio Ue ha confermato il mandato negoziale per un accordo commerciale con gli Usa esclusivamente sui beni industriali (è escluso quindi il settore agroalimentare) con l’obiettivo di eliminare il più possibile i dazi. La Francia ha mantenuto la sua strenua opposizione, votando contro, mentre il Belgio si è astenuto. Con il via libera formale la Commissione Ue può ora avviare i negoziati con Washington.

Il mandato approvato oggi dal Consiglio include negoziati sia per eliminare i dazi su tutti i beni industriali (in particolare auto, macchinari, abbigliamento, calzature, vetro e ceramiche, prodotti farmaceutici e chimici, ma anche acciaio e alluminio) che per eliminare le barriere non tariffarie sulla conformità dei prodotti ma senza abbassare gli standard di sicurezza.

Questo accordo mette nel dimenticatoio il Ttip, il cui mandato negoziale viene esplicitamente definito obsoleto e non più rilevante: era un accordo di libero scambio a 360 gradi che includeva non solo le merci industriali ma anche prodotti agricoli, appalti pubblici, investimenti, servizi ed energia.

Secondo l’analisi economica della Commissione, questa intesa potrebbe aumentare l’export Ue verso gli Usa dell’8% e degli Usa verso l’Ue del 9% entro il 2033, pari a guadagni addizionali rispettivamente per 27 e 26 miliardi di euro. Se e quando sarà raggiunto un accordo tra Commissione Ue e Stati Uniti, sia gli stati membri che l’Europarlamento dovranno dare il loro via libera perché questo possa entrare effettivamente in vigore.

Fonte ANSA

La City di Londra nuovo paradiso offshore ?

La City di Londra nuovo paradiso offshore ?

Il Regno Unito è perfettamente consapevole di aver perso la propria forza industriale, industria che contribuisce solo per l’11% del PIL. Per questo motivo ha rafforzato e sviluppando sempre di più i servizi finanziari, oggi al 6,5% del prodotto interno lordo. Il Regno Unito già da tempo è orientato ai servizi finanziari, ma da pochi anni ha preso una decisione ancora più importante: approfittare della Brexit per spingere ancora di più la sua vocazione offshore.

Si perché da sempre la regina di tutti i paradisi fiscali è proprio il Regno Unito. La City di Londra ha fortissime relazioni con tutti i paradisi fiscali sia perchè appartenenti al Commonwealth, sia per la forte cultura Anglosassone che li accomuna.

La City di Londra è il centro organizzativo e strategico da cui si originano le operazioni di offshoring, di creazione di società, di fiduciarie, trust e quant’altro che avvengono nelle isolette tropicali. Ciò negli anni ha creato un sistema solido ed integrato. Non a caso tutti questi paesi comunicano tra di loro esclusivamente inglese, facilitandone la lettura dei documenti ed inoltre il sistema giuridico di riferimento  è quello anglosassone della Common Law.

Lingua comune, quadro giuridico comune, appartenenza alla medesima cultura anglosassone: tutto ciò rende il modello di Londra il più efficace centro offshore al mondo. D’altronde da sempre la City ha usato la sua autorità ed affidabilità per garantire i patrimoni degli stranieri: nessuno sposterebbe i capitali su un’isola dei Caraibi, senza avere la garanzia della City.

La City rappresenta quindi una grande garanzia per chi intende creare una società offshore: è sufficiente recarsi a Londra per avere da subito una società triangolata con una qualsiasi delle isole affiliate. Lo stesso vale per conti correnti, Trust, ecc.

Un altro aspetto interessante dei servizi offerti dalla Gran Bretagna ai cittadini stranieri è quello della “residenza senza domicilio” (domiciled but not resident). Si tratta di un regime speciale attribuito ai soggetti residenti in Gran Bretagna senza viverci stabilmente.

AEmorgan, a Londra per offrire il più ampio ventaglio di soluzioni strategiche, da sempre al fianco di Imprenditori e Investitori

Il Grande Fratello del Fisco sempre più attivo: Carte prepagate nel mirino

Il Grande Fratello del Fisco sempre più attivo: Carte prepagate nel mirino

Le carte di Credito prepagate “anonime” sono molto utilizzate all’estero (soprattutto negli USA) e vengono utilizzate come una sorta di salvadanaio elettronico ad esempio da aziende ai dipendenti in trasferta, per remunerazione di salari settimanali, o da genitori ai propri figli in gita o in vacanza. Punti di forza sono la rapidità delle operazioni, l’assenza di costi (solo all’apertura) e soprattutto la protezione della propria privacy, oltre al poter effettuare in tutta sicurezza e discrezione acquisti on-line.

Sarebbe più opportuno chiamarle carte di debito e non di credito, in quanto permettono di spendere un plafond disponibile dopo una ricarica, ma che non riportano alcun nome sulla tesserina. Il rilascio di questo genere di carte è legale anche in Italia, anche se più gettonate sono le carte svizzere o anglosassoni.

A seguito di una direttiva comunitaria che proponeva al legislatore una serie di scelte che andavano dai limiti all’utilizzo al totale divieto, l’Italia ha scelto la strada del divieto.

Con l’obiettivo di combattere il riciclaggio, saranno vietate le emissioni di nuove carte prepagate “anonime” mentre quelle già in circolazione potranno essere ricaricate solo per piccoli importi (150 euro) con il divieto di procedere a rimborsi o ritirare contanti.

La bozza di decreto è aperta ai commenti degli esperti fino al 20 aprile 2019

Per godere di una legittima privacy, in futuro non rimarrà altro che operare con banche estere: Svizzera e Londinesi in primis.

Fonte: ItaliaOggi

AEmorgan, a Londra per offrire il più ampio ventaglio di soluzioni strategiche, da sempre al fianco di Imprenditori e Investitori.

La passione imprenditoriale, a caduta libera?

La passione imprenditoriale, a caduta libera?

Vi sono periodi storici in cui la passione per l’imprenditoria svanisce a causa di ostacoli e problematiche dettate da burocrazia, crisi di politica economica, di globalizzazione estrema … e tanto altro ancora.
In queste circostanze l’Imprenditore è scoraggiato e spesso umiliato da Autorità assenti ed esageratamente opprimenti che ne rallentano le idee innovative, ostacolano progetti deludendo sogni e aspettative. In questo frangente, la citazione di Luigi Einaudi non trova spazio, ed è relegata a pochi fortunati:

“Migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli.
E’ la vocazione naturale che li spinge; non soltanto la sete di guadagno.
Il gusto, l’orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno.
Se così non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie ed investono tutti i loro capitali per ritirare spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi.”
(Luigi Einaudi)

AE Morgan è da sempre al fianco dell’imprenditore allo scopo di riaccenderne la passione e l’orgoglio, assistendolo passo dopo passo ed indirizzarlo agli obiettivi prefissati. Negli ultimi anni il Centro Studi AE Morgan ha registrato un forte calo di interesse da parte degli imprenditori, costretti a cessare l’attività o delegarne a terzi la gestione. A questo scopo AE Morgan è pronta ad acquisire aziende con EBIT minimo di 15 milioni di Euro.

AE Morgan, società con sede a Londra e parte di un Gruppo Bancario Internazionale di investimenti, valuta l’acquisizione di aziende con EBIT minimo 15 milioni di Euro