Fisco e UE: la Digital Tax e possibili scenari

Fisco e UE: la Digital Tax e possibili scenari

Mentre l’OCSE cerca consensi sulla digital tax, la tassazione delle imprese digitali, il monito del Fondo Monetario Internazionale FMI mette in apprensione i governi di Lussemburgo e Irlanda prevedendo una riforma fiscale molto rigida per le entrate pubbliche di questi due Paesi. La perdita stimata infatti si aggirerebbe intorno ai 3-4 miliardi di euro all’anno.

Per annullare i benefici fiscali dei giganti del digitale, e combattere il tax planning aggressivo delle multinazionali, l’Ocse sta valutando una proposta per garantire che le stesse versino le imposte laddove i profitti vengono generati. Se così fosse l’effetto sarebbe quello di diminuire le entrate di Irlanda e Lussemburgo, Paesi in cui le principali società (Google, Facebook, Apple, Microsoft, Amazon, oltre a grandi società finanziarie e di servizi) hanno in questi due Paesi il loro quartier generale.

Ad aumentare uno scenario incerto esistono anche due importanti variabili: la prima è l’imminente voto per rinnovare il Parlamento Europeo, i cui effetti, nel caso di cambiamento di rotta, potrebbero favorire una linea meno rigida sulla riforma fiscale. La seconda riguarda la Brexit. L’uscita dell’UK dall’Unione Europea, la quale fornirebbe un comodo e prezioso paracadute fiscale per le multinazionali alla ricerca di una vicina e più favorevole piazza finanziaria: Londra.

Già in passato, tra i possibili scenari del post-Brexit, abbiamo suggerito come la strategia di costituire a Londra una LTD possa essere una mossa vincente (oltre che un ottimo terreno su cui seminare) contro l’incertezza perennemente percepita.

A questo argomento dedicheremo a breve una News, riassumendone i vantaggi ed i motivi su come e perché costituire una LTD in UK. Con noi ovviamente!

Approvato il DL 34/2019  “Decreto Crescita” alcune novità, in vigore dal 1 maggio 2019:

Approvato il DL 34/2019 “Decreto Crescita” alcune novità, in vigore dal 1 maggio 2019:

MAXI AMMORTAMENTO
È reintrodotto il c.d. “maxi ammortamento”, ossia la possibilità, a favore delle imprese / lavoratori autonomi che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi dall’1.4 al 31.12.2019 (30.6.2020) a condizione che entro il 31.12.2019 sia accettato il relativo ordine e pagati acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione), di incrementare il relativo costo del 30% al fine di determinare le quote di ammortamento / canoni di leasing.
Il Decreto introduce una limitazione prevedendo che la maggiorazione del costo non è applicabile sulla parte di investimenti complessivi superiori a € 2,5 milioni.
Sono esclusi dall’agevolazione i veicoli a deducibilità limitata di cui ex art. 164, comma 1, lett. b), TUIR, i veicoli concessi in uso promiscuo ai dipendenti ex lett. b-bis) e quelli esclusivamente strumentali all’attività d’impresa e di uso pubblico di cui alla lett. a). Di fatto, quindi, l’esclusione dal beneficio riguarda l’intera categoria dei veicoli richiamati dal comma 1 del citato art. 164.

TASSAZIONE AGEVOLATA UTILI REINVESTITI
È rivista la tassazione agevolata degli utili reinvestiti prevedendo la soppressione della disciplina
contenuta nella Finanziaria 2019. Le nuove disposizioni prevedono l’applicazione di un’aliquota
IRES ridotta al reddito d’impresa fino a concorrenza degli utili di esercizio accantonati a
riserve, diverse da quelle di utili non disponibili, nei limiti dell’incremento del patrimonio netto, così determinata.

Anno Aliquota
2019 22,5%
2020 21,5%
2021 21%
dal 2022 20,5%

si considerano riserve di utili non disponibili le riserve formate con utili diversi da quelli
realmente conseguiti ex art. 2433, C.c. in quanto derivanti da processi di valutazione.
Rilevano gli utili realizzati a decorrere dal 2018 e accantonati a riserva, ad esclusione di quelli
destinati a riserve non disponibili; l’incremento di patrimonio netto è pari alla differenza tra: il patrimonio netto risultante dal bilancio d’esercizio del periodo d’imposta di riferimento (senza considerare il risultato del medesimo esercizio) al netto degli utili accantonati a riserva, agevolati nei periodi d’imposta precedenti; il patrimonio netto risultante dal bilancio d’esercizio del periodo d’imposta in corso al 31.12.2018 (senza considerare il risultato del medesimo esercizio). La parte degli utili accantonati a riserva che eccede il reddito complessivo netto è computata in aumento degli utili accantonati a riserva dell’esercizio successivo. L’agevolazione sopra esaminata è cumulabile con altri benefici eventualmente concessi, ad eccezione di quelli che prevedono regimi forfetari di determinazione del reddito e con quelli di cui all’art. 6, DPR n. 601/73 (IRES al 12% a favore degli enti con personalità giuridica).

DEDUCIBILITÀ IMU IMMOBILI STRUMENTALI
È previsto l’aumento della deducibilità dal reddito d’impresa / lavoro autonomo dell’IMU relativa agli immobili strumentali (attualmente fissata nella misura del 40%) nelle seguenti misure:

Anno Deducibilità
2019 50%
2020 60%
2021 60%
dal 2022 70%

MODIFICHE REGIME FORFETARIO
I contribuenti forfetari che si avvalgono di dipendenti e collaboratori sono tenuti ad operare le
ritenute alla fonte ex artt. 23 e 24, DPR n. 600/73.
La previsione in esame, in deroga all’art. 3, Legge n. 212/2000 (Statuto del contribuente), è applicabile dall’1.1.2019. I “nuovi” sostituti d’imposta devono trattenere in 3 rate di pari importo l’ammontare delle ritenute sulle retribuzioni già corrisposte a partire dal mese di agosto (terzo mese successivo a quello di entrata in vigore del Decreto) e versarlo entro i termini di cui all’art. 8, DPR n. 602/73 (16 del mese successivo a quello in cui è stata operata la ritenuta).

TEMPI DI PAGAMENTO TRA IMPRESE
Con l’introduzione del nuovo art. 7-ter al D.Lgs. n. 231/2002 (attuativo della Direttiva n.
2000/35/CE in materia di lotta ai ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali), è disposto
l’obbligo per le società di indicare nel proprio bilancio sociale i tempi medi di pagamento delle
transazioni effettuate durante l’anno “individuando altresì gli eventuali ritardi medi tra i termini pattuiti e quelli effettivamente praticati”. Le società devono, inoltre, riportare nel proprio bilancio sociale:
le politiche commerciali adottate con riferimento alle transazioni in esame;
le eventuali azioni poste in essere in relazione ai termini di pagamento.

MARCHI STORICI
I titolari i licenziatari esclusivi di marchi di impresa registrati da almeno 50 anni o per i quali sia possibile dimostrare l’uso continuativo da almeno 50 anni, utilizzati per la commercializzazione di prodotti e servizi realizzati in un’impresa produttiva nazionale di eccellenza storicamente collegata al territorio nazionale, possono ottenere l’iscrizione del marchio nel registro dei marchi storici di interesse nazionale di cui all’art. 185 bis. Con decreto del MISE è istituito il logo “Marchio storico si interesse nazionale” che le imprese iscritte al registro di cui all’art. 185 bis, possono utilizzare per le finalità commerciali e promozionali.

OK al mandato per l’accordo dei beni industriali tra UE-USA

OK al mandato per l’accordo dei beni industriali tra UE-USA

Il Consiglio Ue ha confermato il mandato negoziale per un accordo commerciale con gli Usa esclusivamente sui beni industriali (è escluso quindi il settore agroalimentare) con l’obiettivo di eliminare il più possibile i dazi. La Francia ha mantenuto la sua strenua opposizione, votando contro, mentre il Belgio si è astenuto. Con il via libera formale la Commissione Ue può ora avviare i negoziati con Washington.

Il mandato approvato oggi dal Consiglio include negoziati sia per eliminare i dazi su tutti i beni industriali (in particolare auto, macchinari, abbigliamento, calzature, vetro e ceramiche, prodotti farmaceutici e chimici, ma anche acciaio e alluminio) che per eliminare le barriere non tariffarie sulla conformità dei prodotti ma senza abbassare gli standard di sicurezza.

Questo accordo mette nel dimenticatoio il Ttip, il cui mandato negoziale viene esplicitamente definito obsoleto e non più rilevante: era un accordo di libero scambio a 360 gradi che includeva non solo le merci industriali ma anche prodotti agricoli, appalti pubblici, investimenti, servizi ed energia.

Secondo l’analisi economica della Commissione, questa intesa potrebbe aumentare l’export Ue verso gli Usa dell’8% e degli Usa verso l’Ue del 9% entro il 2033, pari a guadagni addizionali rispettivamente per 27 e 26 miliardi di euro. Se e quando sarà raggiunto un accordo tra Commissione Ue e Stati Uniti, sia gli stati membri che l’Europarlamento dovranno dare il loro via libera perché questo possa entrare effettivamente in vigore.

Fonte ANSA

La City di Londra nuovo paradiso offshore ?

La City di Londra nuovo paradiso offshore ?

Il Regno Unito è perfettamente consapevole di aver perso la propria forza industriale, industria che contribuisce solo per l’11% del PIL. Per questo motivo ha rafforzato e sviluppando sempre di più i servizi finanziari, oggi al 6,5% del prodotto interno lordo. Il Regno Unito già da tempo è orientato ai servizi finanziari, ma da pochi anni ha preso una decisione ancora più importante: approfittare della Brexit per spingere ancora di più la sua vocazione offshore.

Si perché da sempre la regina di tutti i paradisi fiscali è proprio il Regno Unito. La City di Londra ha fortissime relazioni con tutti i paradisi fiscali sia perchè appartenenti al Commonwealth, sia per la forte cultura Anglosassone che li accomuna.

La City di Londra è il centro organizzativo e strategico da cui si originano le operazioni di offshoring, di creazione di società, di fiduciarie, trust e quant’altro che avvengono nelle isolette tropicali. Ciò negli anni ha creato un sistema solido ed integrato. Non a caso tutti questi paesi comunicano tra di loro esclusivamente inglese, facilitandone la lettura dei documenti ed inoltre il sistema giuridico di riferimento  è quello anglosassone della Common Law.

Lingua comune, quadro giuridico comune, appartenenza alla medesima cultura anglosassone: tutto ciò rende il modello di Londra il più efficace centro offshore al mondo. D’altronde da sempre la City ha usato la sua autorità ed affidabilità per garantire i patrimoni degli stranieri: nessuno sposterebbe i capitali su un’isola dei Caraibi, senza avere la garanzia della City.

La City rappresenta quindi una grande garanzia per chi intende creare una società offshore: è sufficiente recarsi a Londra per avere da subito una società triangolata con una qualsiasi delle isole affiliate. Lo stesso vale per conti correnti, Trust, ecc.

Un altro aspetto interessante dei servizi offerti dalla Gran Bretagna ai cittadini stranieri è quello della “residenza senza domicilio” (domiciled but not resident). Si tratta di un regime speciale attribuito ai soggetti residenti in Gran Bretagna senza viverci stabilmente.

AEmorgan, a Londra per offrire il più ampio ventaglio di soluzioni strategiche, da sempre al fianco di Imprenditori e Investitori

Il Grande Fratello del Fisco sempre più attivo: Carte prepagate nel mirino

Il Grande Fratello del Fisco sempre più attivo: Carte prepagate nel mirino

Le carte di Credito prepagate “anonime” sono molto utilizzate all’estero (soprattutto negli USA) e vengono utilizzate come una sorta di salvadanaio elettronico ad esempio da aziende ai dipendenti in trasferta, per remunerazione di salari settimanali, o da genitori ai propri figli in gita o in vacanza. Punti di forza sono la rapidità delle operazioni, l’assenza di costi (solo all’apertura) e soprattutto la protezione della propria privacy, oltre al poter effettuare in tutta sicurezza e discrezione acquisti on-line.

Sarebbe più opportuno chiamarle carte di debito e non di credito, in quanto permettono di spendere un plafond disponibile dopo una ricarica, ma che non riportano alcun nome sulla tesserina. Il rilascio di questo genere di carte è legale anche in Italia, anche se più gettonate sono le carte svizzere o anglosassoni.

A seguito di una direttiva comunitaria che proponeva al legislatore una serie di scelte che andavano dai limiti all’utilizzo al totale divieto, l’Italia ha scelto la strada del divieto.

Con l’obiettivo di combattere il riciclaggio, saranno vietate le emissioni di nuove carte prepagate “anonime” mentre quelle già in circolazione potranno essere ricaricate solo per piccoli importi (150 euro) con il divieto di procedere a rimborsi o ritirare contanti.

La bozza di decreto è aperta ai commenti degli esperti fino al 20 aprile 2019

Per godere di una legittima privacy, in futuro non rimarrà altro che operare con banche estere: Svizzera e Londinesi in primis.

Fonte: ItaliaOggi

AEmorgan, a Londra per offrire il più ampio ventaglio di soluzioni strategiche, da sempre al fianco di Imprenditori e Investitori.

La passione imprenditoriale, a caduta libera?

La passione imprenditoriale, a caduta libera?

Vi sono periodi storici in cui la passione per l’imprenditoria svanisce a causa di ostacoli e problematiche dettate da burocrazia, crisi di politica economica, di globalizzazione estrema … e tanto altro ancora.
In queste circostanze l’Imprenditore è scoraggiato e spesso umiliato da Autorità assenti ed esageratamente opprimenti che ne rallentano le idee innovative, ostacolano progetti deludendo sogni e aspettative. In questo frangente, la citazione di Luigi Einaudi non trova spazio, ed è relegata a pochi fortunati:

“Migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli.
E’ la vocazione naturale che li spinge; non soltanto la sete di guadagno.
Il gusto, l’orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno.
Se così non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie ed investono tutti i loro capitali per ritirare spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi.”
(Luigi Einaudi)

AE Morgan è da sempre al fianco dell’imprenditore allo scopo di riaccenderne la passione e l’orgoglio, assistendolo passo dopo passo ed indirizzarlo agli obiettivi prefissati. Negli ultimi anni il Centro Studi AE Morgan ha registrato un forte calo di interesse da parte degli imprenditori, costretti a cessare l’attività o delegarne a terzi la gestione. A questo scopo AE Morgan è pronta ad acquisire aziende con EBIT minimo di 15 milioni di Euro.

AE Morgan, società con sede a Londra e parte di un Gruppo Bancario Internazionale di investimenti, valuta l’acquisizione di aziende con EBIT minimo 15 milioni di Euro

Brexit: salvi i rapporti nel caso di mancato accordo

Brexit: salvi i rapporti nel caso di mancato accordo

Con un Comunicato Stampa del 24/01/2019 il Mef, Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha approntato le misure necessarie a garantire piena continuità dei mercati e degli intermediari in caso di Brexit senza accordo. In tale scenario, infatti, a decorrere dal 30 marzo 2019 il Regno Unito diverrà a tutti gli effetti uno Stato terzo, con conseguente discontinuità nei rapporti bilaterali con la UE.

Le misure in parola mirano ad assicurare la stabilità finanziaria, l’integrità e la continuità operativa di mercati e intermediari nonché la tutela di depositanti, investitori e clientela in generale, tramite l’introduzione di un congruo periodo transitorio nel quale tali soggetti potranno continuare ad operare, analogamente al periodo transitorio previsto in caso di accordo tra il Regno Unito e la UE.

Durante il periodo transitorio disposto con la normativa in questione, sarà possibile per gli intermediari – siano essi bancari, finanziari o assicurativi – continuare ad operare secondo la normativa attuale: la possibilità varrà sia per gli operatori britannici che svolgano l’attività in Italia, sia per gli operatori italiani che svolgano l’attività nel Regno Unito. Durante tale periodo sarà altresì assicurata la tutela dei depositanti e degli investitori dei medesimi intermediari senza soluzione di continuità.

La data di emanazione del provvedimento dipenderà dai prossimi sviluppi e dalle conseguenti determinazioni che verranno adottate nel Regno Unito in ordine al recesso. Esso verrà comunque adottato in tempo utile per permettere un ordinato svolgimento delle attività e fornire un quadro normativo certo entro cui operare anche in caso di recesso senza accordo.

 

https://www.aemorgan.net/contatti

Il passaggio generazionale: opportunità, non problema

Il passaggio generazionale: opportunità, non problema

In Italia, circa il 70% delle imprese con un fatturato compreso tra 20 e 50 milioni di euro è a matrice familiare (di cui il 59% con fatturato oltre i 50 milioni). Se pensiamo inoltre che di queste ultime il 25% ha alla guida un imprenditore di età superiore ai 70 anni di età, sarà costretta quindi ad affrontare il ricambio generazionale nel breve periodo. (Fonte Osservatorio AIDAF Associazione italiana delle aziende familiari)

Inoltre è necessario considerare diverse variabili molto delicate: banche, clienti, fornitori, dipendenti, stakeholder e risparmiatori nel caso di aziende quotate in borsa; variabili che necessitano di certezze concrete per il futuro a garanzia di un’azienda solida e duratura nel tempo.

Il passaggio di testimone va seguito con cura e nei minimi dettagli, tenendo ben presente che la cosa migliore è quella di non imporre la guida ai successori in mancanza di una loro volontà: in questo caso è salutare per tutti premiarli solo come azionisti.

Per gestire con lungimiranza ed efficacia del passaggio generazionale, esistono diversi strumenti, il più comune dei quali è il testamento, che però può essere impugnato danneggiando irrimediabilmente l’azienda.

Allo scopo di evitare tutto ciò vengono utilizzati strumenti che anticipano il trasferimento del patrimonio quando il proprietario è ancora in vita. Lo strumento più comune è il Trust, un istituto giuridico che consente che i beni di un soggetto, detto disponente, vengano messi in un patrimonio separato (il trust, appunto) sotto il controllo e la gestione di un altro soggetto, il trustee, nell’interesse dei beneficiari. Adatto sia nel caso di pianificazione successoria di patrimoni immobiliari sia nel passaggio generazionale di aziende, offrendo molti vantaggi, tra cui la segregazione del patrimonio, che non può essere così aggredito dai creditori.

COLELLA CONSULTING, ha acquisito un’esperienza ventennale su questo strumento anglosassone a difesa del Patrimonio, applicabile anche per semplice tutela personale.

maggiori informazioni: Contatti

 

Le previsioni 2019 per gli investitori in UK sono incoraggianti

Le previsioni 2019 per gli investitori in UK sono incoraggianti

Buone notizie per chi ha investito (o vorrà investire) sulla propria professionalità e/o attività economica Oltremanica. I dati relativi alla prima settimana del nuovo anno sono più che incoraggianti: come riportato nella tabella sottostante, la costituzione di nuove LTD è in forte aumento (fonte Companies House).

Statistica Settimanale di Costituzione LTD in Inghilterra

A ciò aggiungiamo i risultati di una ricerca condotta da Linkedin®   relativa ai professionisti italiani, dove emerge una forte propensione della ricerca di affermazione in altri Paesi compresa l’Inghilterra. Di seguito i tratti salienti:

Tra le tipologie di professionisti per fasce di età, è la generazione Millennial (24-38 anni) ad essere la più scontenta, mentre la generazione Z (18 – 23 anni) crede che l’attività ora svolta non esisterà più nel lungo periodo (tra 20 anni), sensazione quest’ultima che decresce tra i più adulti (39 – 53). Analizzando i settori di attività, il più ambito è quello della tecnologia, seguito dal finance, professioni legali ed infine Sanità.

Oltre al prestigio e carriera, relativamente alla variabile degli stipendi emerge la consapevolezza da parte delle donne di come sia necessario varcare i confini del nostro Paese per colmare il gap salariale che esiste nei confronti dei colleghi maschi. Oltre a ciò un professionista su due è convinto che emigrare all’estero sia il miglior modo per guadagnare molto di più.

a cura del Centro Studi AE MORGAN

Professionisti sempre più scontenti: uno su due vorrebbe lavorare all’estero

Professionisti sempre più scontenti: uno su due vorrebbe lavorare all’estero

Voglia di cambiare per cercare una migliore carriera è ciò che emerge da una ricerca effettuata da Linkedin©, suddividendo i campioni (area Emea) per età, sesso, posizione lavorativa e titolo di studio. Per ciò che riguarda il titolo di studio emerge che la laurea non è più sufficiente, ma il punto di partenza, a cui sono necessari aggiornamenti professionali costanti.

Tra le tipologie di professionisti per fasce di età, è la generazione Millennial (24-38 anni) a essere la più scontenta, mentre la generazione Z (18 – 23 anni) crede che l’attività ora svolta non esisterà più nel lungo periodo (almeno tra 20 anni), sensazione quest’ultima che decresce tra i più adulti (39 – 53).

Analizzando i settori di attività, il più ambito è quello della tecnologia, seguito dal finance, professioni legali ed infine dalla sanità.

Oltre al prestigio e carriera, relativamente alla variabile degli stipendi emerge la consapevolezza da parte delle donne di come sia necessario varcare i confini del nostro Paese per colmare il gap salariale che esiste nei confronti dei colleghi maschi. Oltre a ciò un professionista su due è convinto che emigrare all’estero sia il miglior modo per guadagnare molto di più.